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= il mangiatore =

 

da Questo Tempio

di sotto vedo la città

offerta inerte al mare

gigantesco mostro addormentato

 

mi confronto con me stesso

e allora le parole

come cavallette risvegliate dal sole

saltano dalla mia bocca a milioni

per defluire in filosofica intenzione

 

divergo dal mio procedere

e allora le nere bisce dell’intelletto

s’aggrovigliano ai miei piedi

in fantastici amplessi danzanti

tra le punte d’una corona intuitiva

 

sono vero ? ...io ***

si può essere veri

anche senza volerlo – veramente ?

 

ti amo e perciò ti mangio

io *** ...minuscolo esistente

con la frusta e lo sgabello

puntati contro la creatura di silenzio

che si erge da questo povero cuore

pulsante d’angoscia compressa

e mi sibila in faccia:

 

“ ignora la rosa

dai un nome ad ognuno dei suoi petali

ma ignorala come non t’appartenesse “

 

s’erge e sibila :

 

“ ignora il rampicante soffocatore

che ti avvolge il collo di baci

come compiendo un suicidio “

 

“ ignora il tetro postino

del desiderio di essere se stessi “

 

“ ignora il vivere dei treni

ignora che manca l’acqua

ignora il tempo e le rotaie “

 

poi muore nella polvere

orgogliosa anima vendicatrice

e due inservienti,nella polvere

la trascinano via

con le fauci ancora spalancate

 

ti amo – geniale bestia

di spaventose duplicità

e perciò ti mangio

Pubblicato il 28/6/2007 alle 12.48 nella rubrica Diario.

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